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Mimmo Pesce

"Psiché"



a cura di
Bruna Condoleo


Anticipatore di correnti e movimenti artistici affermatisi negli ultimi decenni, protagonista di performance dissacranti, creatore di sculture d’avanguardia, Mimmo Pesce (Reggio Calabria, 1946) è da sempre affascinato dalla bellezza e dal suo opposto, il mostruoso, un’attrazione-repulsione che traduce l’eterna dicotomia presente nell’animo umano. L’apollineo e il dionisiaco, il male e l’espiazione si materializzano in questa mostra di disegni, 18 pezzi unici, realizzati dall’Artista con tecniche miste: in un gioco spietato, a volte torbido, al limite del reale, erotici nudi, volti tragici, esseri bionici, figure evocate dall’ambiguo mondo del mito e demoni onirici stanno a suggerire che l’inferno può nascondersi anche nelle sublimazioni più ardite. La donna e l’eros sono per Pesce un binomio costante e proprio il corpo femminile diviene per lui mezzo privilegiato per testimoniare le più segrete e distruttive brame inconsce: venere, prostituta o guerriera, la donna è vittima sacrificale, immolata sull’altare del più squallido materialismo. Il sesso, esibito in modo aggressivo e spesso feticista, rimanda ad una fisicità integrale che non lascia spazio alle esigenze dell’anima, la quale invece urla la solitudine dell’uomo alla ricerca di un’eternità che la materia non può promettere né tanto meno assicurare. Le violenze, le prevaricazioni e le costruzioni simboliche della mente si proiettano sul nudo femminile; al pari di alcuni protagonisti dell’arte del ‘900 che hanno accentuato gli aspetti più carnali della nudità (da Klimt a Schiele a Picasso), Pesce insiste sul tema del


nudo esibito, ma la voluttà erotica, alfine, si rivela un tragico espediente per aggrapparsi ad un effimero hic et nunc. Donne come enigma da svelare: aliene o bambole sessuali, meduse o esseri diabolici, le donne disegnate dall’Artista sono oggetto del desiderio, ma in questo senso divengono anche scommessa d’immortalità. Nella celebre favola antica (tratta dai Libri delle Metamorfosi di Apuleio) non è forse proprio il dio dell’amore, Eros, che unendosi a Psiche, l’anima, le dona l’immortalità?!
Il ricordo di divinità metamorfiche affiora spesso nell’iconografia delle immagini, imbevute di una genetica classicità, oppure sono eroine dei fumetti, fasciate in nere guaine, che propongono un ideale di bellezza estremamente seducente; tuttavia, malgrado l’avvenenza fisica, gli sguardi fulminanti e le bocche urlanti esprimono forti tensioni emotive e dalla furia delle espressioni sprigiona un’infelicità senza ritorno.
Sacro e profano si contaminano continuamente in un’estetica barocca che ama gli eccessi e indulge sulla fisicità per esorcizzare la paura della morte: a placare le angosciose inquietudini della psiche può anche accadere che un angelo e un demone si stringano in un utopistico, consolatorio abbraccio!
Con dolorosa tenacia Mimmo Pesce va alla ricerca di un’immortalità del terreno, a tutti negata, e in questa corsa disperata egli ripete alla vita e all’arte l’insaziabile richiesta di senso in cui sembra infrangersi il sogno antico.



Nato a Reggio Calabria l'11/2/1946, consegue la Maturità artistica e si trasferisce a Roma, dove, all'Accademia di Belle Arti, si diploma alla Scuola di Scultura diretta da Pericle Fazzini. Già docente di Discipline Plastiche presso il IV Liceo Artistico statale di Roma, inizia dal '63 la sua intensa attività espositiva con mostre di pittura, scultura e grafica; azioni e interventi nel territorio, film d'artista, performances provocatorie e sempre all'avanguardia. In più di quarant'anni di attività l'artista ha effettuato una sessantina di mostre personali, ha partecipato a Biennali e la sua opera é stato presentata da importanti storici e critici d'arte, come A. Del Guercio, E. Mercuri, D. Micacchi, P.Misuraca, A. Palieri, C. Romeo, E. Villa, von Varner Kruger. La sua personalità d'artista poliedrico e anticipatore di estetiche contemporanee gli ha consentito di essere inserito a buon diritto nel volume di Giorgio di Genova "Storia dell'arte italiana del '900, Generazione anni  Quaranta", edito da Bora, Bologna 2008.
Mimmo Pesce vive e lavora a Roma.



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Le opere

Inaugurazione



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