Nino Giammarco

"Labirinti dell'anima"
la speranza nella Fede ...


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La mostra presenta una scelta di sculture che costituiscono tappe significative dell’iter artistico-spirituale di Giammarco, dalla rappresentazione solenne e tragica del mito, alla riflessione sui drammi esistenziali fino ad un superamento del dolore attraverso la riconquista della fede. Nelle opere di Giammarco mai il processo d’interpretazione giunge a distruggere l’identificazione del soggetto: il realismo delle immagini è sempre preservato, anche se la capacità visionaria dell’artista lo rielabora e lo enfatizza, senza tuttavia stravolgerlo. La sua scultura presenta un linguaggio composito, vivificato dallo studio della tradizione classica e barocca, non immune da iniziali influssi del Cubismo, sfiorato da esperienze espressioniste e surrealiste, persino attratto dall’arte primitiva. Al di là del fascino indiscutibile dei miti, desunti dalle poetiche descrizioni delle “Metamorfosi”ovidiane, le tematiche sociali sono argomenti particolarmente stimolanti per l’artista che li affronta con la consueta tensione morale. Oltre alla guerra ed alle insensate follie umane, l’esodo di popoli, evento che appartiene alla storia dell’umanità, divenuto problema complesso della società contemporanea, è lo spunto di un ciclo di opere, nelle quali lo scultore si misura con il tema del naufragio, anch’esso, non diversamente da quello del labirinto, interpretato come fuga dalla paura e ricerca disperata di un ubi consistam. Con drammatica essenzialità egli rappresenta enigmatici arrivi, tragici sbarchi, morti anonime su spiagge abbandonate, che ripropongono nelle sculture gli inquietanti scenari dei suoi dipinti. La frantumazione dei volumi sotto l’azione della luce, il dinamismo ed il modellato pittorico delle forme traducono con pregnante espressività sentimenti ed emozioni diversi, dal terrore alla speranza alla felicità della creazione. Dai bozzoli che custodiscono i cadaveri e che sembrano inerti, si sprigiona un’inattesa vitalità: prodigiose metamorfosi mutano i corpi senza vita in crisalidi, angeli capaci di sorvolare le atrocità del mondo, trasformazioni che si compiono affinché l’essere umano possa conquistare l’Assoluto cui tende. Rivelatrice della tensione di uno spirito che attinge costantemente alla trascendenza, l’arte di Giammarco ritrova nella speranza della fede cristiana il senso profondo del dolore, della vita e della morte.

(Bruna Condoleo, dal catalogo della mostra)




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